giovedì 28 aprile 2011

Il pilota automatico



"E va bene che non bisogna dipendere da nessuno nella propria cazzo di vita, ma io mica dipendo. Io vivo anche da solo, senza dipendere da nessuno, come ho fatto fino a quattro mesi fa, col pilota automatico. Mi sbatto le mani in tasca e continuo a camminare dove mi porta la strada.
Peccato che quando vado col pilota automatico le sensazioni più belle siano prendersi delle bresche il sabato sera per dimenticare un'altra merdosa settimana in cui non è successo niente, vomitare subito prima di rientrare in casa e svegliarsi la domenica mattina con il mal di testa come nella parodia delle canzoni di Vasco.
Posso sopravvivere col pilota automatico, ma vivere è un'altra cosa".
(Enrico Brizzi)

Solo per dire che, forse, sto cazzo di pilota automatico, l'ho finalmente tolto.
Grazie ai molti amici e alle troppe "bresche".
Sono sempre stato convinto che quando si sta male, sia necessario toccare il fondo del proprio dolore.
Distuggersi, devastarsi, rovinarsi ogni singolo momento della propria vita.
Solo dal fondo, io credo, che si vede l'uscita.
Solo nel delirio, ritrovi lucidità.
Più rapida e profonda è la caduta, più rapida sarà la risalita.
Non ho nulla di cui vergognarmi, per quello che ho fatto negli ultimi mesi: nessuno di noi ha la capacità, né, prima ancora, il diritto, per giudicare gli altri e le proprie scelte.
Vi ho fatto schifo? A me fate schifo quasi tutti i giorni, ma non perdo tempo a farvelo notare .
Vi ho fatto pena? Indignatevi per cose più grandi di me, non vedete in che paese vivete?
Vi ho fatto tristezza? Non ho bisogno della vostra sterile compassione.
Io ce l'ho fatta, ancora una volta, nonostante tutto.

1 commento:

  1. Eh no caro! Adesso tu lo perdi il tuo fottuto tempo prezioso per farmi notare quanto ti faccio schifo! Vista la faccia che mi ritrovo... :-D welcomeback bro'... ;-)

    RispondiElimina