giovedì 8 settembre 2011

Dell'inadeguatezza



Oltre quattro mesi di assenza.
Mi ero riproposto di raccontare qui il viaggio che ho fatto ad agosto, ma ho poi desistito e me ne dispiaccio.
Da un paio di giorni, però, sento di nuovo l'urgenza di scrivere, ovviamente per me stesso.
Non è un bel segno, ma lo asseconderò.
Perché devo combatterlo, il mio senso di inadeguatezza, prima di ripiombare nuovamente nell'incubo di inizio anno.
Di una cosa, però, sono contento: ho imparato a mettere a posto le cose. Certo, non tutte, ma un paio, una delle quali era in sospeso da anni, sì.
Spero di trovare il coraggio di affrontare anche le altre, comprese quelle di sospeso non hanno nulla, ma che, comunque, almeno nella mia testa esistono.
Senza fissarmi, ma anche smettendo di comportarmi da struzzo, perché non è da me.

giovedì 28 aprile 2011

Il pilota automatico



"E va bene che non bisogna dipendere da nessuno nella propria cazzo di vita, ma io mica dipendo. Io vivo anche da solo, senza dipendere da nessuno, come ho fatto fino a quattro mesi fa, col pilota automatico. Mi sbatto le mani in tasca e continuo a camminare dove mi porta la strada.
Peccato che quando vado col pilota automatico le sensazioni più belle siano prendersi delle bresche il sabato sera per dimenticare un'altra merdosa settimana in cui non è successo niente, vomitare subito prima di rientrare in casa e svegliarsi la domenica mattina con il mal di testa come nella parodia delle canzoni di Vasco.
Posso sopravvivere col pilota automatico, ma vivere è un'altra cosa".
(Enrico Brizzi)

Solo per dire che, forse, sto cazzo di pilota automatico, l'ho finalmente tolto.
Grazie ai molti amici e alle troppe "bresche".
Sono sempre stato convinto che quando si sta male, sia necessario toccare il fondo del proprio dolore.
Distuggersi, devastarsi, rovinarsi ogni singolo momento della propria vita.
Solo dal fondo, io credo, che si vede l'uscita.
Solo nel delirio, ritrovi lucidità.
Più rapida e profonda è la caduta, più rapida sarà la risalita.
Non ho nulla di cui vergognarmi, per quello che ho fatto negli ultimi mesi: nessuno di noi ha la capacità, né, prima ancora, il diritto, per giudicare gli altri e le proprie scelte.
Vi ho fatto schifo? A me fate schifo quasi tutti i giorni, ma non perdo tempo a farvelo notare .
Vi ho fatto pena? Indignatevi per cose più grandi di me, non vedete in che paese vivete?
Vi ho fatto tristezza? Non ho bisogno della vostra sterile compassione.
Io ce l'ho fatta, ancora una volta, nonostante tutto.

giovedì 7 aprile 2011

Primavera



Odio la primavera, su di me ha lo stesso effetto che ha su di voi l'autunno.

lunedì 4 aprile 2011

Consiglio del giorno



NERORGASMO - Passione nera

Lasciati aiutare vogliamo solo farti bene
Ti insegneremo a vivere e ad apprezzare l'esistenza
Poi non dovrai decidere il tuo futuro è preparato
Le scelte le hanno fatte famiglia scuola chiesa e stato
Mi sento soffocare non vedo via d'uscita
La nausea mi accompagna in ogni via della mia vita
La nebbia mi circonda e non riesco a vedere oltre
L'affermazione di me stesso è solo nella morte
Non devi lamentarti se non fai sempre ciò che vuoi
Non essere immaturo non puoi fare nulla per cambiare
Tanto è tutto inutile non sei diverso dall'altra gente
Le cose che tu pensi non porteranno mai a niente
L'odio cresce dentro il mio corpo vibra
Lo sento già pulsare attraverso la mia fibra
Non riesco a trattenermi non voglio più castrarmi
Più cresce la mia rabbia più non voglio limitarmi
Noi ti vogliamo bene sei tu che vedi tutto storto
Potevi far carriera potevi vivere felice
La tua passione nera ti fa pensare da alienato
Sei tu che devi cambiare il tuo discorso che è sbagliato
Non voglio più ascoltare progetti sul mio conto
Distruggerò alla base la vostra moralità
Affronterò gli spettri cosciente della fine
Esalterò me stesso con la morte più sublime.

venerdì 1 aprile 2011

Aprile



Ci sono pomeriggi, come quello di oggi, che non puoi spiegarti.
Nessuna possibilità di concentrarsi, nessuna voglia di parlare con colleghi, clienti, amici.
Il massimo della socialità che ti concedi è costituito dalle chiacchiere in chat.
In chat riesci a fare il buffone, puoi fare "finta di essere sano", puoi sparare cazzate anche se non ci credi.
Ti confidi solo con un paio di persone, quelle che, per un verso o per l'altro, senti più vicine a te o, più semplicemente, sono maggiormente disponibili ad ascoltare i tuoi tiramenti.
Eppure, hai imparato che anche da una banale chiacchierata virtuale con una persona che conosci appena, in un pomeriggio inutile, proprio come questo, può nascere un rapporto tridimensionale e vero.
Hai imparato che un semplice scambio di frasi sulla voglia di Irlanda o sulla voglia di scappare nel posto più isolato del mondo per nascondersi in un buco e scomparire, può rivelarti l'esistenza di persone in grado di risvegliarti dall'apatia in cui eri caduto.
Non dovresti confessarlo, anche se non ti leggerà mai nessuno, ma quel pomeriggio è stato la fine e l'inizio di tutto.
Dovresti sentirti in colpa, per il male che hai causato: invece ti senti ancora condizionato da quello che hai subito.
Questo fa di te una brutta persona? Può darsi.
Oppure può darsi che, in fondo, tu sia conscio del fatto che, proprio come in un libro di Coe, quel momento ti ha aperto gli occhi e ti ha fatto capire chiaramente quello che volevi e quello che non volevi più.

(anche se la storia, purtroppo, è del tutto sfornita di happy ending)

lunedì 28 marzo 2011

Il tuo cuore non s'aggiusta più.



La soluzione è sempre la stessa: devo smettere di pensare.
Per cui, quando mi vedete sbronzo, iperattivo o assente, non compatitemi ed astenetevi da ogni tipo di pistolotto: sto solo provando a sopravvivere.

venerdì 11 marzo 2011

Ninna nanna.

Questi svagodipendenti. Questi concentrazionofobi.

Il vecchio George Orwell aveva capito tutto, ma al rovescio.

Il Grande Fratello non ci osserva. Il Grande Fratello canta e balla. Tira fuori i conigli dal cappello. Il Grande Fratello si dà da fare per tenere viva la tua attenzione in ogni singolo istante di veglia. Fa in modo che tu possa sempre distrarti. Che sia completamente assorbito.

Fa in modo che la tua immaginazione avvizzisca. Finché non diventa utile quanto la tua appendice. Fa in modo di colmare la tua attenzione sempre e comunque.

Questo significa lasciarci imboccare, ed è peggio che lasciarsi spiare. Nessuno deve più preoccuparsi di sapere che cosa gli passa per la testa, visto che a riempirtela in continuazione ci pensa già il mondo. Se tutti quanti ci ritroviamo con l'immaginazione atrofizzata, nessuno costituirà mai una minaccia per il mondo.

Oggigiorno, nessuno è più padrone della sua mente. Non puoi concentrarti. Non puoi pensare. C'è sempre qualche rumore che si intromette. Cantanti che strillano. Gente morta che ride. Attori che piangono. Emozioni in piccole dosi.

C'è sempre qualcuno che infesta l'aria col suo stato d'animo.

Con l'autoradio che impone il suo dolore, la sua gioia, la sua rabbia a tutto il quartiere.

Comunque sia, non è una novità.

Gli esperti che studiano l'antica Grecia dicono che all'epoca la gente non si considerava padrona dei propri pensieri. Quando gli antichi greci formulavano un pensiero, era perché una divinità aveva deciso di dargli un ordine.

Oggi la gente vede la pubblicità delle patatine all formaggio e si fionda fuori a comprarle, però lo chiama libero arbitrio.

Almeno gli antichi greci erano più onesti.

(Chuck Palahniuk)